Cronache e statistiche “bianche” a Carmagnola

In questo articolo faremo un po’ di cronaca di tutte le nevicate avvenute (con o senza accumulo) a Carmagnola dalla stagione 2000-01 ad oggi. Parleremo di come sono avvenute, perché si sono verificate e come si sono “svolte”. Inoltre, sono presenti anche alcune statistiche sempre per quanto riguarda le nevicate a Carmagnola. Buona lettura a tutti voi!

 

Inverno 2000-2001

L’inverno 2000-01 comincia con una prima metà di dicembre ancora di stampo tardo-autunnale, con piogge in pianura e nevicate solo dalle medio-alte quote. Inoltre, le temperature sono ancora miti per il periodo, tant’è che dall’archivio di Torino Caselle risulta che la prima minima sottozero stagionale risulta essere il 17 dicembre 2000 (uno dei raggiungimenti sottozero più tardivi sempre per Caselle)!

Finalmente, però, nei giorni successivi un debole flusso di aria più fredda da est, fa calare le temperature fino a valori più invernali, con le prime minime sottozero anche in pianura.

Nei giorni successivi, una perturbazione proveniente dall’Atlantico, frutta la prima nevicata stagionale dell’inverno 2000-01, precisamente il 24-25 dicembre (ebbene sì, il giorno di Natale!!!). A quel punto, inizierà un periodo (fino a metà-fine gennaio) caratterizzato da varie perturbazioni atlantiche in successione. Il 2 gennaio ecco la seconda nevicata stagionale, seppur con accumuli nettamente inferiori rispetto alla nevicata di Natale (24-25 dicembre stimati 10-15 cm, 2 gennaio sui 3-5). Un’altra nevicata il 17 gennaio, con accumuli un po’ più importanti (sui 5-7 cm stimati). A quel punto, però, inizia un (lungo) periodo anonimo, con pause anticicloniche alternate a qualche debole perturbazione atlantica con neve solo in montagna. Infatti, per aspettare un’altra nevicata per le pianure, bisogna attendere il 24-25 febbraio, quando peraltro qui si ebbero accumuli modesti. Qualche giorno dopo, invece, una perturbazione con aria fredda ed instabile, in entrata dal Carcassona, realizza un’altra nevicata a Carmagnola, datata 27-28 febbraio. Ultima nevicata stagionale il 2 marzo.

Il totale stagionale (stimato) si ferma quindi a 40 cm, un buon bottino considerando che i tre inverni che lo hanno preceduto (1997-98, 1998-99, 1999-2000) erano stati avari di neve.

 

Inverno 2001-2002

A differenza dell’inverno ’00-’01, l’inverno ’01-’02 è invece l’opposto dell’inverno che lo ha preceduto che era stato mite ma nevoso: freddo e secco.

Un primo peggioramento ben organizzato arriva già l’8-9 novembre sul NW d’Italia. Nevica, anche con accumulo, fino in collina (fino a 400 m circa) e, addirittura, la mattina del 9 novembre si segnalano, in mezzo alla fredda e battente pioggia, qualche “splatter” è avvistato con una temperatura di circa +4°. Tuttavia, per vedere i primi veri e propri fiocchi di neve bisognerà aspettare il 13 dicembre. E ora vorrei soffermarmi su questa data, appunto il 13 dicembre 2001. Ve lo ricordate? Fu il giorno del famoso “Blizzard di Santa Lucia” in Pianura Padana, quando vere e proprie BUFERE di neve si abbatterono su gran parte della P.P. E a Carmagnola? Cosa fece? Ahimè, si trattò di una grande delusione per me, tant’è che l’accumulo cominciava ad appena 5 km a ovest di casa mia. Fece solo qualche fiocco portato dal vento fra le 18:30 e le 19:30 del 13 dicembre, tuttavia caduto con temperature sui -3/-4 e con vento a tratti molto forte! Dopo quel 13 dicembre, fino alla terza decade di gennaio, continui afflussi di aria fredda da nord o alte pressioni fredde governarono la scena atmosferica, con quindi temperature molto basse soprattutto di notte (minime fin sui -10° a inizio gennaio) ma con le precipitazioni ridotte al minimo. Infatti, per aspettare una nuova nevicata, bisognerà andare avanti fino al 24 gennaio, quando, una perturbazione dal nord Atlantico portò la prima nevicata con accumulo stagionale, precisamente 3 cm. Poi, il 6 febbraio, altri 3 cm, con configurazione molto simile a quella del 24 gennaio. E, infine, la maggior nevicata stagionale, il 15-16 febbraio, quando ci fu un’area di bassa pressione che andava ad alimentare il ciclone Tatiana che si era formato nel sud della Francia. Cominciò a piovere la mattina del 15, poi a partire dal pomeriggio gira in neve e accumula ben 6 cm, poi nevica fino alla mattina del 16, quando il giorno stesso verranno accumulati altri 3 cm, seppur fradici. Il totale della nevicata ammonta quindi a 9 cm. Da lì in poi, l’inverno non regalerà più altri colpi di coda.

Complessivamente, quindi, l’inverno 2001-02 si chiude con un piuttosto scarso totale nivometrico di 15 cm, ovvero la metà della media.

 

Inverno 2002-2003

Per gli amanti del freddo e della neve carmagnolese, l’inverno 2002-03 è stata una stagione tutt’altro che esaltante, anzi. L’inverno inizia con i primi fiocchi di neve il 9 dicembre, con una comparsata senza accumulo durata qualche ora nella mattina. La prima nevicata con accumulo avviene il 12 dicembre, scaricando in totale ben 7 cm di neve caduta. Nel mese di gennaio 2003 avvengono ben 3 nevicate con accumulo, ma tutte con accumuli esigui. Prima nevicata del mese il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, con 2 cm caduti fra la mattina e il pomeriggio; seconda nevicata l’11 gennaio con altri 2 cm; e infine il 21 gennaio, quando cade a terra 1 cm fradicio, caduto tuttavia con condizioni termiche veramente al limite. E infine giungiamo a febbraio, quando il 3-4 febbraio, grazie a una discesa di aria artico-marittima con minimo sul Mare del Nord, provoca nevicate deboli fino in pianura, facendo però cadere in tutte e due le giornate solo pochi fiocchi qui a Carmagnola. Poi il mese trascorrerà sotto flussi continui di correnti da est, con anche un episodio nevoso senza accumulo il 16 febbraio grazie allo stau da est. Infine, quando la primavera sembra partire a razzo, ecco che nella prima decade di aprile si ripresenta un ultimo piccolo colpo di coda dell’inverno. Dopo una potente irruzione di aria artico-continentale il 7-8 aprile con minime fino a -2/-3° nelle campagne carmagnolesi, il 10 aprile arriva un peggioramento di stampo atlantico che fa nevicare con accumulo dalle basse colline piemontesi e lombarde (dai 300-400 metri in su, neve con accumulo a Varese, a bassissima quota nel comasco e imbiancate sul Piemonte fino a 300 metri di quota nei casi più “clamorosi”) e si segnala quel giorno anche l’avvistamento di splatters sotto la pioggia battente la mattina con una temperatura molto bassa per il periodo (+3/+4°).

Così come l’inverno precedente, anche questa stagione si chiude con un totale nivometrico scarso, con 14 cm stagionali.

 

Inverno 2003-2004

Dopo due inverni scarsi dal punto di vista della neve, questo inverno propone un bel riscatto. La prima occasione nevosa arriva attorno al 7-8 novembre, quando grazie all’instaurazione di una forte cella anticiclonica sul Nord Europa, una goccia fredda in retrogressione da est verso ovest causa un forte peggioramento con nevicate a quote molto basse (fino a 300-400 metri, addirittura in zone come la Val d’Ossola fino a 200 metri) e la prima comparsa di fiocchi sopraffusi in mezzo alla pioggia. Poi la prima occasione nevosa (con la comparsa di veri e propri fiocchi) avviene il 10 dicembre, quando la mattina avviene una nevicata con temperature leggermente al di sopra dello zero. La nevicata comincia nel pieno della mattina (ore 6:30 del mattino) ma, quando verso il pomeriggio, sembra cominciare ad attaccare, un inaspettato rialzo termico fa girare la neve in pioviggine, e a quel punto sfuma la prima occasione di avere una nevicata con accumulo. La prima, infatti, avviene il 27-28 dicembre, quando l’arrivo di una perturbazione atlantica dopo il passaggio di una lieve irruzione di aria fredda giunta nei giorni attorno al Natale. La nevicata comincia la sera del 27 dicembre, accumulando già 1 cm. Poi, la nevicata prosegue fino al pomeriggio del giorno successivo, il 28, quando cadranno altri 4 cm ben distribuiti su tutte le superfici e paesaggio tutto imbiancato. Il totale della nevicata ammonta dunque a 5 cm. Per aspettare un’altra nevicata bisognerà aspettare il 17-18 gennaio, questa volta con accumulo più consistente (ovvero 8 cm). La neve comincia a cadere già dalla sera del 17/01, accumulando il primo cm. La nevicata poi prosegue per tutto il giorno successivo, con temperature attorno allo zero o leggermente sotto, accumulando ben 7 cm. Un’altra nevicata avviene il 26 gennaio, quando, dopo una moderata ondata di gelo secco, con minime sotto i -8° senza neve al suolo e con neve fino a bassa quota al Centro-Sud italiano e nel SE europeo, una perturbazione di stampo artico-marittimo raggiunge l’Europa centro-occidentale. Però, a differenza delle previsioni che all’epoca prevedevano la caduta di 10-20 cm abbondanti su tutta la Pianura Padana occidentale, le cose vanno diversamente. Infatti, un inaspettato richiamo borinico diminuisce sensibilmente la quantità di neve caduta, infatti, qui, a differenza di 10-15 cm previsti, ne cadono appena 4 cm, caduti peraltro in maniera debole-molto debole per tutto il giorno. Una prima metà di febbraio molto mite e anticiclonica non lasciava ben sperare, tant’è che sembrava che l’inverno si fosse già chiuso e che quindi fosse giunta la primavera. Invece, a partire dall’11 febbraio circa, le cose cominciano lentamente a cambiare, quando un’irruzione fredda intensa che sfila verso la Grecia, ha quantomeno di riabbassare le temperature su livelli più invernali. Ma, soprattutto, quell’irruzione avrà il compito di preparare il terreno a quella che è stata una delle più abbondanti nevicate del nuovo millennio. Mi sto referendo alla nevicata del 19-20-21 febbraio 2004. Una nevicata che si suddivide in tre fasi, sostanzialmente: si comincia dalla sera del 18 febbraio con pioggia battente con +4°, segno che ormai la perturbazione è arrivata. Dalla notte del 19 febbraio la pioggia gira in neve e da lì il divertimento comincia. La nevicata è sempre più fitta e terminerà poi nel primo pomeriggio dello stesso giorno; e, sempre per il giorno 19 i primi 7 cm sono già in sacoccia. La seconda passata avviene poi a partire dalla notte fino al pomeriggio del 20 febbraio. Dopo un inizio con pioggia mista a neve, gira definitivamente in neve, accumulando 4 cm con neve debole pressoché continua con valori leggermente soprazero per tutto l’evento. E infine, la terza passata, avviene il 21 febbraio. Senza dubbio la giornata più importante della “tre giorni-nevosa”. Dalla notte comincia una nevicata con intensità moderata/moderata-forte che continua fino al tardo pomeriggio, accumulando ben 12 cm. Peraltro la particolarità di questa nevicata (solo relativamente al giorno 21/02, però) è stata quella di aver avuto la caduta di NEVE ROSSA a causa delle forti correnti sciroccali che hanno trasportato la sabbia direttamente dal deserto del Sahara e hanno fatto cadere un manto di neve di colore rossastro sopra il vecchio manto bianco già preesistente (quello dei due giorni precedenti, cioè il 19-20/02). Il totale della nevicata ammonta dunque a 23 cm, la terza nevicata più abbondante del III millennio, dopo quella del 6-7 gennaio 2009 e il 28-29 gennaio 2012. Un’ultima nevicata si verifica poi il 10-11 marzo 2004, giorno di nevicate eccezionali per il mese di marzo in zone come il Trentino o l’Alta Lombardia (in zone come il fondovalle atesino a N di Trento cadono oltre 30 cm di neve e nel fondovalle della Valtellina ne cadono oltre 20!), grazie a un nucleo di aria fredda soprattutto in quota in retrogressione da E verso W che viene poi agganciato da una profonda depressione atlantica. Il minimo un po’ troppo alto però non permette la caduta di nevicate abbastanza abbondanti anche qui, infatti a ridosso delle due giornate cadono solo due nevicate che però non accumulano al suolo. La stagione 2003-04 si chiude dunque con un totale nivometrico di 40 cm, buon bottino, considerati i due inverni che lo hanno preceduto che son stati poveri di neve.

 

Inverno 2004-2005

L’inverno 2004-05, a differenza di quello precedente, si presenta di nuovo avaro di neve, anzi, del nuovo secolo si tratta, per ora, del terzo inverno più avaro di neve (7 cm totali caduti) alla pari merito col 2015-16 (che però in termini di temperatura, fu BEN più mite) e dietro al 2006-07, unica stagione dal 2000 ad oggi ad aver chiuso senza neanche una nevicata con accumulo.

La prima occasione nevosa arriva il 25-26 dicembre, la giornata di Natale, dopo la pioggia mattutina, prosegue poi dal pomeriggio con la lenta trasformazione della neve in pioggia, e nella sera è NEVE vera e propria. 1 cm a terra bagnato è già in sacoccia. Nella notte fra Natale e S. Stefano la nevicata prosegue, con temperatura soprazero, e cadono altri 2 cm. 3 cm è dunque il totale della nevicata.

La nevicata più “abbondante” della stagione è del 18 gennaio, quando nel pomeriggio cadono già i primi fiocchi “umidicci” che preannunciano l’arrivo della nevicata, che si intensifica poi verso il tardo pomeriggio e la sera, terminando definitivamente verso le 22. 4 cm di neve che coprono tutto il paesaggio di bianco, bianco che purtroppo sparirà nell’arco di poco più di 24 ore “grazie” alle forte raffiche di foehn dei giorni successivi.

Il periodo che va dal 20 febbraio al 3 marzo orticellisticamente parlando potrebbe tranquillamente uno dei periodi con il maggior numero di rosicamenti di sempre. Infatti il 20 e il 23/2 nevicate anche molto intense interessano l’Emilia-Romagna e le pianure del Triveneto. Le nevicate mediamente non si “spingono” oltre la media-bassa Lombardia, lasciando praticamente all’asciutto il Piemonte, escluse debolissime nevicate sull’est regione. Un’altra occasione dalle grandi potenzialità si presenta il 28 febbraio, con nevicate abbondanti da stau che interessano tutte le pedemontane e alte pianure piemontesi, con accumuli anche importanti in alcune zone (Villanova Canavese, ad esempio, sulla pedemontana nord-ovest torinese nella sola giornata, peraltro in appena 10 ore accumula ben 20 cm), qui invece cade solo qualche rado fiocco fra la tarda notte e la prima mattinata, con accumulo che si ferma da 5-10 km verso N e W da casa mia. Un’altra possibilità si concretizza il 3 marzo, ma la nevicata salta cronicamente il Piemonte occidentale (infatti qui cadono solo fiocchi al mattino), interessando invece tutta la fascia padana dal Piemonte orientale al Friuli-Venezia Giulia, con accumuli anche molto importanti per marzo in varie zone (Genova sui 20-30 cm a seconda delle zone nevicata record per marzo ma notevolissima anche in senso assoluto, Casale Monferrato 25 cm, anche qui record, Milano sui 15-20 cm, Verona quasi 15 cm [più della media annua della città!], Udine sui 20 cm [anche qui praticamente il doppio della media]). Da qui, inoltre, si può notare il “buco” W piemontese nell’immagine sat del 4 marzo 2005, segno che le nostre zone furono davvero un’isola sfortunata in mezzo a una Pianura Padana innevata per il 90% circa:

 

Inverno 2005-2006

Nuova ripresa nivometrica nell’inverno 2005-06, che si chiude con un totale nivometrico di 40 cm, già come nel 2000-01 e 2003-04. I primi fiocchi stagionali cadono il 23 novembre, quando un nucleo di area d’aria fredda sull’Italia centro-meridionale invia un debole flusso di aria un po’ più umida da est, provocando la caduta di deboli nevicate sul Piemonte (qui cade 1 cm, nevicata più precoce con accumulo qui a Carmagnola). Altri fiocchi cadono fra la sera e la notte del 29 e 30 novembre senza accumulare. Seconda nevicata con accumulo il 2-3 dicembre, la nevicata inizia mista a pioggia nel tardo pomeriggio, e gira definitivamente in neve in serata e continua seppur sempre bagnata e con una temperatura sopra zero anche nella notte, con addirittura LAMPI e TUONI nella notte, cumulando 2 cm nella serata del 2 e poi 3 cm nella notte. La mattina il tempo migliora, il paesaggio è imbiancato da 5 cm di neve anche se piuttosto bagnata, infatti la neve si scioglie dopo pochi giorni, nonostante l’assenza di precipitazioni e temperatura particolarmente elevate.

…continua…

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